Nove iPad appesi a parete mostrano nove fotografie quasi identiche di un girasole, con un bicchiere di vino in un angolo

Lo strumento nuovo,
l'occhio vecchio

omaggio a David Hockney

A settant'anni passati David Hockney ha cominciato a dipingere sull'iPad. I critici storsero il naso, lui riempì musei. Il punto è che l'iPad non ha reso Hockney più bravo, ha reso più veloce un occhio costruito in sessant'anni di pittura. Lo strumento era nuovo, lo sguardo no, e infatti quei quadri digitali sono inconfondibilmente suoi, la stessa luce, gli stessi verdi, la stessa attenzione al paesaggio dello Yorkshire.

Con l'AI generativa vale lo stesso, identico, principio. In mano a chi non sa vedere produce rumore in alta risoluzione, immagini tecnicamente perfette che non dicono niente, e i feed se ne stanno riempiendo, tutte uguali, tutte lucide, tutte vuote. In mano a chi sa cosa cercare, luce, composizione, intenzione, materia, produce valore.

Il prompt non è la competenza, è solo la tastiera. La competenza è descrivere un'immagine che non esiste ancora, e poi riconoscerla quando appare, scartando le novantanove sbagliate che le somigliano. Questo saper vedere non si impara dallo strumento, si porta nello strumento.

Ed è per questo che più le immagini diventano facili da produrre, più lo sguardo allenato diventa raro e necessario. Mi chiedo se tra dieci anni si pagherà ancora chi produce immagini o soltanto chi le sa scegliere.